LATTE HOME MADE… nutriente, gustoso ed adatto anche ai piccolissimi!

latte-1di Carmen Corvino

Assodato che nel primo anno di vita il cibo più importante è il latte materno, è bene mettere in conto che nella vita possono accadere
tante cose, più o meno impreviste, che a volte ci sorprendono trovandoci impreparati.
In questi casi è bene fermarsi, respirare profondamente e arrendersi, cercare di capire cosa la Natura vuole dirci, per poi rimboccarci le maniche e trovare nuove modalità che possano consentirci un buon adattamento anche in una condizione di disagio.
Mi riferisco in particolare ai primi mesi di allattamento quando, ad esempio, può acutizzarsi la stanchezza. In questo caso la via preferenziale sarebbe farsi aiutare e delegare ad altri le incombenze quotidiane come le faccende domestiche. Ma non sempre è possibile o anche quando questo accorgimento è stato adottato, la madre potrebbe aver bisogno, per un periodo limitato, di un piccolo sostegno, rappresentato da qualche integrazione, o due gemelli troppo voraci si contendono una mamma affaticata oppure si rende necessario sostituire un pasto di latte di mamma.
In tutti questi casi, in cui ci sia la necessità di una ” aggiunta”, le possibilità sono molte ed è giusto che la scelta sia indirizzata da una corretta informazione e dal rispetto dei propri condizionamenti culturali e istintivi, oltre che da accertate condizioni fisiopatologiche come allergia o intolleranza al latte vaccino.

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Del resto, mentre si assiste ad un incremento della ridotta tolleranza allo  zucchero e alle proteine del latte vaccino, aumenta sempre più la consapevolezza che il latte di vacca non è un alimento specie-specifico per il genere umano. Cerco di spiegarmi meglio! Ogni mammifero ha sviluppato una strategia per la sopravvivenza dei loro cuccioli fino al punto che ogni specie produce un latte adatto esclusivamente al suo piccolo. Per fare un esempio, le vacche producono un latte molto ricco di sali minerali e proteine, componenti fondamentali del tessuto muscolo- scheletrico, questo perché il vitello deve essere in grado di stare in piedi e seguire la madre al pascolo; nella strategia di sopravvivenza della nostra specie, la priorità è rivolta allo sviluppo del sistema nervoso e alla capacità di comunicare.
La ricetta che sto per proporvi è indicata per tutte queste necessità, ma anche come primo alimento diverso dal latte materno durante lo svezzamento.

latte_3Stabilito che ” artificiale “sono tutti i latti diverso da quello materno, ma, fra le tante soluzioni, è possibile sceglierne una meno artificiale, più salutare, che si avvicini alle esigenze nutrizionali del neonato e anche più naturale nella composizione degli ingredienti. Una cosa è un latte in polvere sintetizzato in un laboratorio, già pronto, un’altra è un latte economico, senza conservanti, che preserva ancora i sui principi vitali, ottenuto da Madre Terra seguendo una saggezza antica e preparato con amore e cura dalle mani della mamma!
Mi propongo, dunque, di suggerirvi la preparazione del latte di riso, vegetale, senza glutine, che è il più indicato come prima scelta ed è il più adeguato, in termini di tolleranza, per il delicato sistema digestivo di un lattante. Successivamente, con lo svezzamento ed in modo graduale, si potranno inserire diverse varianti, sempre vegetali come il latte di mandorle, di miglio, di orzo, di avena.
Questo latte va benissimo anche se il bambino ha sete, perché come il latte materno è composto in gran parte di acqua.
Come per tutti gli altri latti, sarebbe bene seguire il bisogno del bambino poiché lui solo conosce le sue esigenze reali, ciò significa un allattamento a richiesta sia per gli orari che per le dosi.
Potrà essere gustato da tutta la famiglia, in particolare dalla mamma le cui esigenze nutritive ed il fabbisogno di liquidi aumenta durante l’allattamento e per favorire l’incremento della produzione di latte.
Bene, passiamo alla pratica!

LATTE DI RISOricettaIngredienti:
10/12 bicchieri di acqua oligominerale, 1 bicchiere di riso integrale, malto di riso.
Procedimento:
dopo aver sciacquato e risciacquato il riso sotto l’acqua corrente con un colino, si immerge in una pentola di acciaio ( va bene anche quella a pressione) con l’acqua fredda e si porta ad ebollizione. Si lascia cuocere a fiamma minima, con coperchio, senza mai girare per due ore.
Lo si lascia riposare per almeno un’ora e si filtra con colino o meglio con una garza torcendo finché non esce tutto il liquido. Lo si può dolcificare con un po’ di malto ricordandosi che il latte materno è delicatamente dolce!
Per rendere il latte di riso qualitativamente migliore e più simile al latte di donna in modo che abbia lo stesso contenuto di grassi, proteine e minerali è possibile aggiungere 4 cucchiai di semi di sesamo leggermente tostati e pestati alla ricetta base, oppure la stessa quantità di mandorle scottate e pelate, oppure un po’ di crema di mandorle chiara alla fine.

Non c’è sale nella ricetta perché i neonati non ne hanno bisogno fino a che non cominciano a camminare.
Viene usato il riso integrale perché più nutriente di quello brillato in quanto conserva tutti i sui preziosi elementi: carboidrati, proteine, sali minerali, oligoelementi, vitamina ed acidi grassi essenziali.
I semi di sesamo e le mandorle sono considerati integratori naturali di proteine, acidi grassi essenziali e sali minerali in una perfetta proporzione tra calcio e fosforo oltre che magnesio, ferro, potassio, zinco, vitamine B1, B2, PP, C ed E.
Se il latte è destinato ad un neonato, va utilizzato in giornata; per i più grandicelli si può conservare in frigo in un barattolo di vetro per 2/3 giorni.
Non vi abbattete perché è tutto più semplice di quanto sembra! E soprattutto la consapevolezza di offrire ai bambini una reale fonte di salute renderà tutto il procedimento più fluido ed agevole!

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