Il mio primo bambino: Tommaso!

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di Fabiola Dessì

Vi presento Tommaso, il mio primo bambino da ostetrica emozionale! Francesca è la mamma di Tommaso, una giovane donna che già frequenta il mio studio ma… andiamo per gradi.
Da tempo accompagno le donne verso il concepimento attraverso il Rebirthing, i fiori di Bach e il pensiero creatore. Questi strumenti hanno aiutato diverse di loro a raggiungere, in modo naturale, l’obiettivo: lo stato di gravidanza. Una volta arrivate allo scopo, hanno poi affidato la propria gravidanza al ginecologo/a e all’ostetrico/a per un approccio tradizionale, cioè medicalizzato, interrompendo il percorso olistico intrapreso fino a quel momento.

Da tempo accompagno le donne verso il concepimento attraverso il Rebirthing, i fiori di Bach e il pensiero creatore. Questi strumenti hanno aiutato diverse di loro a raggiungere, in modo naturale, l’obiettivo: lo stato di gravidanza

Durante la mia personale esperienza, decisi di farmi sostenere da un mio collega Rebirther il quale, da buon ostetrico emozionale, mi ha accompagnata nel viaggio gestazionale caratterizzato, come per tutte, da emozioni e paure tipiche di questo periodo, ricevendo conforto e risposte alternative per acquisire serenità a più livelli. Nonostante il suo eccellente sostegno, più volte mi sono chiesta quanto sarebbe stato bello poter avere lo stesso sostegno da una donna che già fosse stata a sua volta mamma, un valore aggiunto che avrebbe permesso una totale empatia tra di noi per una maggiore confidenza. Questo pensiero ha messo in moto il desiderio di essere io la Rebirther dal valore aggiunto capace di sostenere, olisticamente parlando, le donne in gravidanza.

Oggi, finalmente, il pensiero creatore si realizza. Francesca, dopo aver raggiunto il primo step, il concepimento, ha scelto di continuare a  farsi sostenere anche in gravidanza. In questo viaggio insieme, ho curato soprattutto l’aspetto emozionale oltre che a quello pratico: la scelta del ginecologo; la scelta dell’ostetrica per il corso di preparazione e accompagnamento al parto; partorire in casa e/o  in strutture sanitarie private o ospedaliere; il protocollo Bindi – il decreto ministeriale di esenzione in gravidanza -; le indicazioni e raccomandazioni dell’ OMS; il parto attivo; il piano del parto e i diritti della gestante partoriente; il Lotus Birth per una nascita senza il taglio del cordone ombelicale; l’allattamento al seno;  il dormire insieme oppure no, la Sids e, inoltre, informazioni anche sulla scelta di  carrozzine, culle,  passeggini, fasce e marsupi; dare o non dare il ciuccio; … insomma l’elenco dei temi trattati sarebbe lungo, il mondo che ruota intorno alla nascita è ampio perciò mi fermo con un ecc. In questo tipo di lavoro, trattare tutti i suddetti temi è molto importante ma ciò che più porto nel mio cuore come missione imprescindibile è il far rivendicare ad ogni donna il suo intrinseco potere di procreare e partorire  senza interferenze di sorta. Con la nascita medicalizzata, ci siamo dimenticate del nostro potere ecco perché dobbiamo rivendicarlo. Noi siamo capaci di fare tutto, e, in una condizione fisiologica, cioè senza complicazioni, non abbiamo bisogno di “salvatori”. Abbiamo registrato questo potere nell’ipotalamo e possiamo risvegliarlo ora! La medicalizzazione è assolutamente necessaria in diversi casi, ma non si dovrebbe mai farne ricorso solo perché non si riconoscono le proprie capacità.

Negli incontri il punto di forza è l’ascolto. Spesso, in queste condizioni, siamo circondati da persone che vogliono insegnarci come agire in base ad un sistema di credenze che appartengono alla società di appartenenza lasciando poco spazio a ciò che si prova o si desidera per noi stessi e per il nostro bambino. Attraverso l’ascolto e la condivisione la zona comfort può essere ampliata. Si respira un’aria di familiarità e di confidenza dove potersi sentire a proprio agio. Uno spazio  per  raccontarsi, esprimere dubbi, problemi, paure e angosce ma anche i propri desideri; uno spazio per recuperare le energie e ripartire ricaricati e più positivi. Ciò permette alla donna e alla coppia di orientarsi al meglio per operare delle scelte consapevoli e personalizzate. Insomma un viaggio di preparazione alla nascita attraverso il contatto delle emozioni della futura mamma in affiancamento al tradizionale iter fatto di analisi, ecografie e visite ginecologiche.
Ed è questo il percorso che con ho intrapreso con Francesca, la quale ha avuto una splendida gestazione e un altrettanto parto e alla fine del viaggio c’era Tommaso… una meravigliosa creatura. Grazie Francesca per avermi permesso di mettere in pratica le mie conoscenze di “Peer Educator nelle procedure ostetriche e nelle scelte delle donne”, ora ti attende il puerperio, ma questo è un nuovo viaggio…

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